venerdì 18 aprile 2008

Plays Ennio Morricone - Yo-Yo Ma


Due grandi talenti e due grandi geni insieme. Uno è il più importante e conosciuto musicista italiano di colonne sonore, l'altro uno degli esecutori più famosi del mondo che con il suo violoncello ha donato magia e commozione a film come La tigre e il dragone. Un incontro immaginifico ed emozionante. Grande musica e un'intensa interpretazione di brani che si possono definire come classici del nostro immaginario collettivo non necessariamente collegato al cinema.

Le tracce contenute nel Cd:

1. The Mission: Gabriel's Oboe
2. The Mission: The Falls
3. Giuseppe Tornatore Suite: Playing Love from The Legend of 1900
4. Giuseppe Tornatore Suite: Nostalgia from Cinema Paradiso
5. Giuseppe Tornatore Suite: Looking for You (Love Theme) from Cinema Paradiso
6. Giuseppe Tornatore Suite: Malena (Main theme)
7. Giuseppe Tornatore Suite: Remembering (Ricordare)*
8. Sergio Leone Suite: Deborah's Theme from Once Upon A Time In America
9. Sergio Leone Suite: Cockeye's Song from Once Upon a Time in America
10. Sergio Leone Suite: Main Theme from Once Upon a Time in America
11. Sergio Leone Suite: Main Theme from Once Upon a Time in the West
12. Sergio Leone Suite: Ecstasy of Gold from The Good, the Bad, and the Ugly
13. Brian DePalma Suite: Main Theme from Casualities of War
14. Brian DePalma Suite: Death Theme from The Untouchables
15. Moses and Marco Polo Suite: Journey from Moses
16. Moses and Marco Polo Suite: Theme from Moses
17. Moses and Marco Polo Suite: Main Theme from Marco Polo
18. The Lady Caliph: Dinner
19. The Lady Caliph: Nocturne

Autore: Marco Spagnoli Data: 25 ottobre 2004

fonte http://www.fantascienza.com/magazine/musica/5196/

Dal lontano pianeta kpax è in arrivo Yo-Yo Ma


Biografia:
La poliedrica carriera del violoncellista Yo-Yo Ma testimonia la sua continua ricerca di nuove strade per comunicare con il pubblico, congeniali anche al suo costante desiderio di rinnovamento che lo porta ad esplorare culture e forme musicali alternative. Grazie ad una combinazione di perfezione artistica, carisma ed humor, Yo-Yo ma é uno dei musicisti più richiesti ed amati del nostro tempo. Alcuni progetti culturali e musicali alternativi ai quali si è recentemente dedicato, sono la musica tradizionale cinese così come la musica tribale africana (Kalahari) . Con il Silk Road Project, insieme a musicisti provenienti da tutte le regioni della “via della seta” (Cina, Corea, Uszbekistan, Tagikistan, Persia, Mongolia fino ad arrivare in Italia) realizza la sintesi di una idea a lui molto cara: l’influenza degli strumenti originali di queste regioni sull evoluzione degli strumenti occidentali. Costante fonte di ispirazione sono i numerosi artisti con i quali collabora e che lo assecondano nella realizzazione di “progetti speciali” : Emanuel Ax, Daniel Barenboim, Christoph Eschenbach, Pamela Frank, Jeffrey Kahane, Kayhan Kalhor, Ton Koopman, Jaime Laredo, Bobby McFerrin, Edgar Meyer, Mark Morris, Mark O'Connor, Isaac Stern, Kathryn Stott, Wu Man, Wu Tong e David Zinman. Yo-Yo Ma è artista esclusivo della Sony Classical. La sua discografia - che comprende più di 50 album e 15 Gramy Awards – riflette i molteplici generi musicali ai quali si è dedicato. L’album 2003 “Obrigado Brazil” vince il “Grammy Award for Best Classical Crossover Album”. L’ album 2004 è “Vivaldi’s Cello” con Ton Koopman e l’Amsterdam Baroque Orchestra. Ha ottenuto , inoltre, numerosi successi discografici con gli album: "Appalachia Waltz" (1996), raccolta ispirata alla tradizione musicale americana, frutto della collaborazione con Mark O'Connor ed Edgar Meyer che ha dominato le classifiche di musica classica per più di cinquanta settimane. Nel 1997 ha inciso la colonna sonora del film "Lezioni di Tango" di Sally Potter e l'album "Soul of the Tango" che include tanghi, milonghe ed altre composizioni di Astor Piazzolla. Amatissimo interprete bachiano, incide per due volte le 6 Suites di Johann-Sebastian Bach. L’ultima nel 1998, "Inspired by Bach”, consiste in una serie di sei filmati insieme ad artisti quali il coreografo Mark Morris, Tamasauro Bando del Teatro Kabuki, l'architetto dei giardini Julie Moir Messery, i registi François Girard, Atom Egoyan ed i ballerini sul ghiaccio Jayne Torvill e Christopher Dean. Questa serie di filmati è stata presentata alla Biennale di Venezia del 1998 dal regista A.Egoyan. Nato nel 1955 a Parigi da genitori cinesi, si trasferisce con la famiglia a New York dove studia con Leonard Rose alla Juilliard School e si laurea ad Harvard nel 1976.Riceve una seconda laurea honoris causa nel 1991. Yo-Yo Ma e la moglie Jill hanno due figli. Yo-Yo Ma affianca all'attività concertistica – come solista ed in formazioni cameristiche - e alle registrazioni, l'attività pedagogica, lavorando con giovani musicisti, tenendo corsi e masterclass. Dedica, inoltre, parte del suo tempo anche alla composizione. Suona un violoncello Montagnana di Venezia del 1733 e uno Stradivari Davidoff del 1712.
Gestione: mb

fonte:
http://www.oriart.it/Bio.asp?ID=44

mercoledì 9 aprile 2008

Loussier VS Bobby McFerrin





Due grandi artisti della musica si confrontano sul ring per stabilire chi sarà il vincitore!...sarà una bella battaglia a suon di note stile jazz e vinca il migliore!
dong! è partito il primo round! :-)


LOUSSIER VS BOBBY McFERRIN

Bobby McFerrin dirige la Filarmonica della Scala


Serata davvero unica per tutti gli amanti della grande musica martedì 8 maggio 2007 alle ore 20.00: il Teatro alla Scala ospiterà il Maestro Bobby McFerrin che salirà sul podio per dirigere la Filarmonica della Scala in un Concerto straordinario a favore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – ONLUS.


Il Maestro Bobby McFerrin è famoso per le sue improvvisazioni e il magistrale uso della voce, nella sua carriera ha già diretto e collaborato con le più grandi orchestre del mondo, tra cui i Wiener Philharmoniker e la New York Philharmonic, ed è noto al grande pubblico per brani come Don’t Worry Be Happy. ‘Non convenzionale’ è un ottimo termine per descrivere la sua carriera e ogni suo spettacolo è un evento unico, dai caratteri imprevedibili.
Sotto la sua direzione la Filarmonica della Scala eseguirà: Candide, Ouverture di Leonard Bernstein, Pavane op. 50 di Gabriel Fauré, Doppio concerto per violoncello RV531 di Antonio Vivaldi, Solo Improvisations di McFerrin e la Sinfonia n.4 op. 90 “Italiana” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Per il pubblico, assistere a questo concerto straordinario rappresenta anche una preziosa occasione di solidarietà: l’incasso della serata, infatti, aiuterà a sostenere le numerose attività dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – ONLUS.

L’Associazione, nata nel 1968, opera in 25 Paesi con circa 500 Case Famiglia e strutture d’accoglienza, prendendosi cura delle persone che vivono in una condizione di disagio, povertà, abbandono o marginalità, seguendo la filosofia della condivisione diretta: i suoi membri, in base a una precisa scelta di vita, decidono di mettersi al servizio del prossimo e offrono la loro spalla ai più deboli.

L’evento godrà dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patronato della Regione Lombardia, del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.

fonte
http://www.jazzit.it/2007/04/20/bobby-mcferrin-dirige-la-filarmonica-della-scala/

martedì 8 aprile 2008

Bobby McFerrin arriva dal lontano pianeta K-Pax


Swinging Bach Leipzig - 2006

122 minuti che documentano il festival che si è tenuto nell'antica piazza di Leipzig (Germania) davanti ad una folla entusiasta. Un evento interamente presentato sia in Tedesco che in Inglese dove 12 gruppi di estrazione musicale differente si sono esibiti in brani tratti dal vastissimo repertorio di Bach.
Grandiose interpretazioni della German Brass e della Gewandhausorchester Leipzig dirette da Christian Gansch, a cui segue una imperdibile versione jazz della "Fuga N.5 in RE Minore" eseguita dal Jacques Loussier Trio. Strepitosa la rielaborazione dell' "Orchestra Suite N.3 in RE Minore" che porta la firma di Bobby McFerrin e della G.Leipzig, così come il simpatico medley dei King'Singers.
Non mancano esecuzioni da parte del Quintessence Saxophone Quintet e del Turtle Island String Quintet e collaborazioni dello stesso Bobby con le altre band, tra le quali spicca "Improvisation on Wachtet auf ruft uns der Stimme" assiame al Loussier Trio, per un risultato gustoso e totalmente innovativo.

Concerto in D Major, BWV 972, 1st Movement, Allegro (German Brass)
Orchestra Suite No. 1 in C Major, BWV 1066, Bouree I/II (Gewandhausorchester Leipsig, Christian Gansch Fugue No. 5 in D Major, BWV 850, from "The Well-Tempered Clavier" (Jacques Loussier Trio)
Concerto for 2 Violins in D Minor, BWV 1043, Vivace (Gewandhausorchester Leipzig, Christian Gansch)
Toccata and Fugue in D Minor, BWV 565 (German Brass)
Orchestra Suite No. 3 in D Major, BWV 1068, Air (Bobby McFerrin,
Gewandhausorchester Leipzig)
Concerto in D Major, BWV 972, 3rd Movement, Allegro (German Brass)
Fudge Fugue in G Minor (Quintessence Saxaphone Quintet)
Concerto for 2 Violins in D Minor, BWV 1043, Allegro (Gewandhausorchester Leipzig, Christian Gansch)
"Bach's Lunch," Variations on Themes by J.S. Bach (Turtle Island String Quartet)
Snow What (Turtle Island String Quartet)
Deconstructing Johann (King's Singers)
Improvisation on "Wachet auf, ruft uns die Stimme" (Bobby McFerrin/Jacques Loussier Trio)
Orchestra suite No. 3 in D Major, BWV 1068, Gavotte (Jacques Loussier Trio)
"Tocatta & Funk & Choral" (Quintessence Saxophone Quintet)
"Seven Steps to Bach" J.S. Bach/Miles Davies (Turtle Island String Quartet)
Orchestra Suite No. 2 in B Minor, BWV 1067, Menuet/Badinerie (Jiri Stivin/Gewandhausorchester Leipzig, Christian Gansch)
"Jazz Medley," Part A (Jiri Stivin & Collegium Quodlibet)
"Jazz Medley," Part B (Jiri Stivin & Collegium Quodlibet)
"Improvisation" (Bobby McFerrin) Brandenburg Concerto No. 3, BWV 1054, Allegro (Jacques Loussier Trio)
Orchestra Suite no. 3 in D Major, BWV 1068, Gigue; End Credits

La bella musica ci regala emozioni che ci ricordano che la vita è meravigliosa e Bobby McFerrin in questo magico concerto sembra venire da un altro pianeta che si chiama K-Pax come mi ha segnalato la mia superamica minni! grazie di cuore!! :-)
...per la cronaca pure io vengo da K-Pax! :-)

P.S. forse il mitico Loussier ha trovato in Bobby McFerrin un degno avversario in ambito musicale, vero amica minni? :-)

http://www.jazzit.it/2007/04/20/bobby-mcferrin-dirige-la-filarmonica-della-scala/
fonte

domenica 6 aprile 2008

Magie fotografiche


Con una piccola magia i gianca sono diventati due! :-)

HIERONYMUS BOSCH ISPIRA FRANK GEHRY


Jeroen Van Acken Anthoniszoon, universalmente noto come Hieronymus Bosch, nacque intorno al 1450 in un villaggio del Brabante Settentrionale, zona che oggi corrisponde all’Olanda. Nipote di un pittore di soggetti sacri e figlio di un modesto artigiano, divenne piuttosto benestante grazie a un buon matrimonio e a una cospicua eredità. Cominciò la sua attività artistica nel 1475, ed ebbe subito un grande successo. La sua fama fu immediata e grandissima perché le sue prime opere sono effettivamente dei capolavori, ma anche perché la sua arte è davvero calata nello spirito dei tempi. A ciò seguì un periodo di oblio, prima della riscoperta definitiva, in cui Bosch fu semplicisticamente definito un "produttore di mostri". In effetti, le opere di questo artista sono un concentrato di simboli magici, di invenzioni fantastiche umane e animali, un campionario di creature che ben poco hanno a che spartire con la realtà.


Non sono però soltanto il frutto di una fantasia sfrenata: se non c’è riscontro diretto nella natura, questo esiste nella cultura, soprattutto quella popolare. I motivi ripresi da Bosch sono spesso quelli dei racconti folkloristici tramandati per tradizione orale o nelle letterature fantastiche in cui i paesi del Nord Europa sono maestri. Secoli dopo, allegorie, onirismi e simbologie si riveleranno interpretabili alla luce delle teorie psicoanalitiche freudiane, dimostrandosi cosi specchio dell’inconscio. Gli anni in cui visse e maturò Bosch furono colmi di splendori artistici e di conquiste e scoperte: Botticelli nel campo figurativo, Chaucer in quello letterario, Diaz e Colombo in quello geografico, contribuirono a creare un clima di deciso rinnovamento. Ma furono anche tempi di guerre, di violenze, di fanatismi religiosi: venne istituita l’Inquisizione spagnola, si aprì la caccia alle streghe e si perseguì con crudeltà la magia e quanti la praticavano.

Specchio dello spirito dei tempi
In linea con lo spirito di tempi cosi complessi e pieni di contraddizioni estreme sono le prime opere di Bosch. Il suo esordio consiste, a detta di molti studiosi, nella tavola conservata al Museo del Prado di Madrid, La cura della follia. Ancora un po’ duro nei contorni, possiede però la novità di uno sfondo che si apre all’occhio e spazia sconfinato, che è motivo ricorrente nell’opera del pittore e del tutto inedito in Olanda fino a quel momento. Il tema si chiarisce osservando i particolari: la borsa del personaggio seduto, trafitta da un pugnale e il tulipano, simbolo di denaro, che fuoriesce dalla sua testa e che sta per essere reciso dal chirurgo, la dicono lunga sull’attività dei medici che inventano assurde cure per spillare quattrini agli sciocchi. Un tema come I sette peccati capitali non poteva non interessare un artista come Bosch. L’opera era in origine il ripiano di un tavolo, lavoro decisamente insolito almeno per l’area olandese. Un grande tondo centrale, simboleggiante l’occhio di Dio, porta al centro la figura del Cristo e tutt’attorno le scene dei sette peccati, ricchi di particolari grotteschi, con un intendimento chiaramente morale. Nei quattro tondi posti agli angoli del tavolo ci sono i Misteri Novissimi: Morte e Giudizio, Inferno e Paradiso. Anche questo lavoro è al Prado di Madrid. Il tema dei ciarlatani pronti a imbrogliare gli sciocchi torna in un’altra opera anteriore al 1480: Il prestigiatore del Musée Municipal di Saint Germain en Laye. Infatti allo spettatore incantato dal gioco sta per essere sfilata la borsa. Più maturo nella composizione e nel colore, benché le figure si presentino ancora piuttosto piatte, è La nave dei folli, nel parigino Museo del Louvre. Un gruppo di varia umanità, tra cui in posizione principale alcuni rappresentanti del clero, va alla deriva fisica e morale su una barca in cui si compie ogni genere di peccato. Il tema della nave trovava ampi riscontri nelle Fiandre quattrocentesche soprattutto in campo letterario.

I trittici maggiori o il trionfo dell’allegoria
Una delle opere più importanti dell’olandese è il Trittico del Fieno, che si fa risalire ai primissimi anni del 1500 e che oggi si trova al Prado di Madrid. Chiudendo i due pannelli laterali appare il cammino della vita, una strada sconnessa circondata da ogni sorta di rappresentazione del vizio; la parte interna riporta, nello scomparto di sinistra Il peccato originale, in quello di centro Il carro del fieno e a destra Le costruzioni infernali.

Qui l’autore va al di là di tutte le fonti sia bibliche che popolari per avventurarsi nella pura invenzione iconografica come dimostra il motivo, in alto a sinistra, della caduta degli angeli ribelli che si trasformano in grossi insetti. Del tutto inedito, dà il via a una delle caratteristiche ossessioni boschiane, la mutazione. Il tema centrale può essere derivato da un proverbio popolare fiammingo che dice: "Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne arraffa quanto può". Stilisticamente ancora più compiuto è il Trittico delle delizie, anche questo al Prado di Madrid. Magnifica è la stesura del colore, limpidissimo e trasparente, e riuscitissima è la complessa composizione che riesce a legare microcosmi completi e perfetti dal punto di vista prospettico tra di loro e con l’insieme del paesaggio, raggiungendo una notevole solidità strutturale nonostante le infinite variazioni. Gli scomparti chiusi raffigurano La creazione del mondo; all’interno, da sinistra: Il paradiso terrestre, Il giardino delle delizie, il più ricco di invenzioni magistralmente disposte nello spazio, e L’inferno musicale.
Un’altra tematica che ebbe in Bosch ampio respiro è quella delle Tentazioni di Sant’Antonio, centrale in un altro splendido trittico del Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona. Il soggetto venne ripreso dal pittore in moltissime varianti, poiché particolarmente adatto a sbrigliare la fantasia nell’inventare ogni genere di creature che, in veste di tentazioni, circondano il Santo in meditazione. Uno splendido esempio è, ancora una volta, al madrileno Prado, dove si conserva anche la copia di un altro, andato purtroppo perduto. Diversissimi, sono ugualmente ricchi di inventiva fiamminga nei dettagli come nel paesaggio, mentre il colore assume tonalità sempre più cristalline. Capace di toni pacati e soavi come di feroce figurative, il pittore dimostra la sua versatilità in due opere di Madrid, il dolcissimo San Giovanni Battista in meditazione (Museo Lazaro Galdiano) e il terribile Cristo portacroce (Prado), le cui teste deformi si ritroveranno in Goya come torneranno mille spunti boschiani nel surrealismo di Salvador Dali e di Max Ernst.

(tratto da: http://www.tribenet.it/TribeBiografie/bosch_hieronymus.htm )

p.s.questo quadro ha ispirato il famoso architetto Frank Gehry tratto dal documentario "Creatori di sogni" regista Sidney Pollack